L’ Ita(g)lia dei tagli…

A dire il vero, avevo un altro post pronto per questa settimana. Ma, poi, mi è capitato di sobbalzare dal divano, mentre stavo tranquillamente seduta a guardare le news su SkyTG24; non finirò mai di stupirmi…

Oramai, è noto a tutti che siamo in tempo di crisi, il che significa tempo di tagli…
Ed è così, che qualcuno, forse, ha deciso di tagliare anche sulla lingua italiana!!!
Così, nel bel mezzo di un servizio sui farmaci, l’occhio non ha potuto fare a meno di fermarsi su questa immagine:

Errori in diretta
Ma dove è finita la "q"?

Ad essere sincera, non è il primo errore che mi capita di vedere pubblicato.

Dov'è finita la i?
Cartello pubblicitario in Aeroporto "Sandro Pertini", Caselle (TO)
La "i" che sparisce
Videata sulle informazioni per il trasporto

Sempre più spesso, ed anche in contesti piuttosto autorevoli ed attendibili, mi sta capitando di leggere parole in cui il gruppo “gn” non sia seguito dalla “i”: per esempio “sogniamo”, “disegniamo”…
Eppure, mi sembra che la grammatica dica il contrario in proposito. Cosa è successo? Sono cambiate le regole, mi ricordo male o la grammatica è diventata una materia desueta nell’epoca delle chat e degli “SMS”? Consideriamo che le desinenze (o morfemi flessivi) del presente indicativo per i verbi in coniugazione -are sono queste:  -o, -i, -a, -iamo, -ate, -ano.   Per cui, se aggiungiamo prima di ognuna di queste il morfema lessicale sogn-, vedremo che scrivere sogn – iamo; quindi è un errore tralasciare la “i”.

Le regole grammaticali sono sempre le stesse, purtroppo c’è sempre più gente che ignora queste regole e scrive come capita. Così è anche per l’uso del congiuntivo… passato da molto tempo nel dimenticatoio.
Ma come si può non saper scrivere correttamente nella propria lingua?!

La cosa grave è che certi errori vengano commessi anche da persone laureate, da insegnanti, da chi ha ricevuto (o dovrebbe avere) un’istruzione.
Vorrei, allora, lanciare una provocazione: queste scorrettezze – sempre più comuni – sono da considerarsi un evolvere della nostra lingua? oppure dobbiamo rigorosamente attenerci alle regole della grammatica?

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