Il potere delle immagini: arma a doppio taglio

Oggi mi sono soffermata a rispondere in una discussione molto interessante su linkedin:

Operazione trasparenza, foto utenti vs immagini dei siti…http://www.oyster.com/# Cosa ne pensate?

In poche parole, il portale – americano – vuole mettere in evidenza come la realtà delle strutture ricettive sia talvolta ben diversa da quella illustrata sul materiale di vendita. Ma, analizzando bene le foto scattate da loro, si vede bene come queste siano state “manipolate al contrario”, ossia riprese esplicitamente per mettere in cattiva luce la struttura.

Qui di seguito, il mio intervento.

Viviamo in un’epoca fatta da immagini e fatta di “immagine”; sarebbe come dire che ci scandalizzassimo o protestassimo perchè le attrici sono truccate; e, cosa dire, della pubblicità dove tutti i prodotti – dai polli ai gelati – sono addirittura finiti per apparire solo più appetitosi? e che dire, allora, dei supermercati dove si mettono in vendita solo prodotti che appaiono “belli” e “perfetti”… proponendoli come “genuini” quando di genuino nulla ci sta? Ma dai… chi vogliamo prendere in giro!!!

E che dire, allora, quando si va dal fotografo a farsi fare una bella foto e magari si chiede un piccolo ritocco per coprire questa o quella ruga, per togliere il neo o raddrizzare un poco il naso?

Io penso che la colpa e la ragione non stiano da una parte sola; come sempre c’è e ci sarà chi ne abusa e chi no.

Innanzi tutto è vero che ci sono trucchi per far apparire situazioni meglio della realtà, ma dall’altra mi sembra che Oyster voglia trovare il marcio anche dove non ci sta.

Mi sono occupata qualche tempo fa della redazione completa di un compendio di agriturismi, compreso il servizio fotografico perchè le foto devono parlare prima di tante parole.  A volte, mi sono trovata in situazioni dove, quasi, mi veniva da piangere perchè non sapevo cosa fotografare…. ma di contro, presso l’agriturismo, si stava meravigliosamente o si mangiava da Dio. Allora, perchè penalizzare certe strutture solo perchè – ad esempio – i titolari erano alla loro prima esperienza? mettere due fiori su un tavolino o brioche e cappuccino in primo piano non sono una presa in giro: dicono solo che, quando sarà l’ora della colazione se chiederai il servizio in camera, la tua esperienza sarà così come la si vede in foto. Il rischio è di far apparire le strutture tutte uguali, fredde, senza un tocco umano ed emozionale…

Foto_ingannevole_di_Boston__Allestendo_la_scena_--_letteralmente___Oyster_it

Analizzando le foto da un punto di vista fotografico, vediamo che ovviamente nella prima sono state fatte delle evidenti modifiche; ma da quando in qua si arriva in un albergo e si trova la camera con gli abiti? ameno che la camera sia già “vissuta”! È evidente, quindi, che certi accorgimenti siano fatti per attirare l’attenzione, per creare atmosfera, accoglienza.

Del resto, comunicare efficacemente con il mirroring significa utilizzare una semplice tecnica per entrare in relazione empatica con l’interlocutore, al fine di ottenerne la fiducia. Ed è proprio quella che è fondamentale nella promozione, perchè si attua il processo immagine–>immaginario–>immaginazione–>azione.

Ma, d’altro canto, per promuovere un film come sarebbe se fotografassimo l’attrice al mattino, struccata, dopo magari che ha passato la notte insonne?

Cita una famosa frase “E’ dalle migliori intenzioni che nascono le cose peggiori“.

Se da una parte è giusto che ci sia trasparenza e, quindi, un invito ad operare in modo sempre più etico (con i SN le bugie hanno le gambe corte) dall’altra parte mi sembra che si sia perso un po’ il senso della misura e che si sia più orientati a focalizzarsi sulla “qualità percepita, quindi soggettiva” piuttosto che sulla “qualità oggettiva”.

Servizi come quelli sopra citati, penso che non aggiungano molto valore; sarebbe invece più opportuno strutturare dei servizi dove si possano fornire delle recensioni veramente oggettive, dove le foto effettivamente dimostrino disguidi o carenze o eccellenze.

L’immagine ha un potere davvero straordinario, è come un’arma a doppio taglio: impariamo tutti a farne un giusto uso e non un abuso!

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