SONO MOSSA DA UNA GRANDE PASSIONE…

… amo immensamente l’Italia.

Lunedì abbiamo vinto la partita e, un po’ ovunque, la notizia è stata riportata con adeguata enfasi. Ma, poi, si riprende inevitabilmente a parlare di crisi. Per carità, la situazione è seria, inutile negarla, non c’è da scherzare. Ma penso che, accanto a tante notizie negative si possa anche iniziare ad essere più propositivi; a raccontare anche di tutta quella Italia che, nonostante le difficoltà ci sta riuscendo e soprattutto, di come agire per il nostro bene!

Mi domando dove sia andato a finire l’orgoglio italiano, la creatività e l’ingegnosità che da sempre ci hanno contraddistinti e salvati nel tempo!

Siamo sempre stati uno dei paesi più belli, più visitati ed ammirati al mondo; lo siamo ancora, ma lo saremo anche in futuro? sono convinta di sì.

Non sarebbe meglio, e soprattutto ora, iniziare a fare il vero tifo per l’italia? e non solo per la squadra che sta giocando gli europei di calcio!
Facciamo alcune riflessioni: ricorderete certamente il RINASCIMENTO.

Rinascimento italiano

È un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò a partire da Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, in un arco di tempo che va all’incirca dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo, con ampie differenze tra disciplina e disciplina e da zona a zona. Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo nato in ambito letterario nel XIV secolo (da Petrarca) e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente. (http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento)

Ancora oggi ne viviamo di rendita, basti guardare tutti gli inestimabili beni culturali che ci hanno lasciato in eredità!

Eppure, il contesto storico Il XV secolo fu un’epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali; infatti viene assunto come epoca di confine tra basso medioevo e evo moderno dalla maggior parte degli storiografi, sebbene con alcune differenze di datazione e di prospettiva.

E così è stato per il Barocco e per tutti quei periodi che sono stati a cavallo di rilevanti cambiamenti. L’attuale crisi la vedo anche in funzione delle grandi trasformazioni che stiamo vivendo, dal passaggio dall’era “industriale” all’era prettamente “tecnologica”.

Inevitabile, quindi, che la crisi che si è aperta non sia solo da un punto di vista economico, ma sia una crisi più ampia, più profonda.

Ma, per rilanciare l’economia, potremmo iniziare a sfruttare proprio quella grande eredità che ci hanno lasciato i nostri antenati.

L’Italia possiede oltre la metà del patrimonio storico-artistico mondiale (fonte UNESCO); diventa pertanto prioritario saper utilizzare i patrimoni culturali ed ambientali come nuovi valori strategici di business; la gestione del territorio e la valorizzazione del “prodotto Italia” offrono, infatti, opportunità di sviluppo economico e di qualità.

È però indispensabile diffondere la cultura della fruizione, della conservazione e della valorizzazione del nostro territorio!

Miei cari connazionali italiani: se noi spendiamo i soldi in borse, orologi o vestiti, il nostro denaro va in Cina. Se spendiamo i nostri soldi per la benzina, va agli arabi. Se acquistiamo un computer o uno smartphone, il denaro va in l’India. Se acquistiamo frutta e verdura NON di stagione, i soldi vanno in Spagna, Francia, Grecia o Israele. Se compriamo una buona macchina, i soldi andranno a finire in Germania o in Giappone. Se compriamo giocattoli, gadget o regalini, vanno a Taiwan.
Quindi, nessun centesimo di questo denaro aiuterà l’economia italiana.

L’unico modo per mantenere il nostro denaro qui in Italia ed aiutare la nostra economia a risollevarsi è di spenderlo in turismo locale, in prodotti tipici italiani e in cultura giacché sono gli unici beni che abbiamo, che si producono ancora qui e che non possono portarci via.

Nel 2006, durante il corso di specializzazione turistica, mi ritrovai ad analizzare i movimenti turistici verso l’italia; sebbene ci fosse stato un incremento da parte dei turisti stranieri (per lo più tedeschi) si notava una forte contrazione dei nostri fratelli oltralpe, i francesi. Andando più a fondo dell’analisi scoprii che, in seguito ad una crisi turistica in Francia, erano stati stanziati forti incentivi per promuovere il turismo francese, soprattutto quello interno. In tal modo i soldi non uscivano dal paese, ma circolando all’interno aiutando a muovere anche l’economia.

Suvvia!
Se proprio possiamo spendere qualcosa in più, almeno decidiamo di spenderlo scegliendo prodotti italiani, girando in Italia! Ci sono infinite località con bellezze inestimabili che non aspettano altro che una nostra visita.

Diamoci da fare, abbiamo la carta vincente in mano, dobbiamo solo mettere in moto la nostra creatività e la nostra buona volontà.

Io sto già facendo la mia parte!

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