Essere o non essere… o: come essere?

Questo è il problema: “come” essere!

E, questa, è una delle cause che ci ha portato alla crisi.
Crisi, da cui, voglio uscirne!

Oggi, dopo più di un anno di assenza, riprendo il mio blog, con uno sfogo, un’osservazione, una riflessione. E’ passato troppo tempo dall’ultimo mio articolo pubblicato; sinceramente, non avrebbe molto senso se riprendessi, ad esempio, a parlare di brand reputation o di import o di prodotti tipici senza prima avere ripreso il filo del discorso, magari con qualche caso alla mano su cui discutere.
Non ci sarebbe continuità, coerenza…

Pertanto, ho deciso di scrivere per comunicare che sono tornata!  Non che sia stata via fino ad ora…  beh, qualche viaggio di lavoro l’ho anche pur fatto, ma non è questo il punto: è che sono stata molto “via con la testa”.

Infatti, sto lavorando ad un progetto. Come ho già scritto qualche tempo fa, ciò ha comportato un grande impegno da parte mia per raggiungere alcune tappe che mi ero prefissata. Per cui la testa era là e non qui. Ora, però, ho deciso di riportare la testa anche qui; e, proprio qui, vorrei condividere il mio cammino, il mio progetto con chi avrà pazienza e curiosità per seguirmi.

E’ stato un anno intenso, perchè un progetto, per me, non è essere solo operativi; prima nasce un’idea, poi a questa segue un attento studio del mercato. E questo studio c’è stato: lungo, attento, profondo…. ma non come spesso si intende, con ricerche di mercato ed “interpretazione” di dati e statistiche. Ho voluto entrarci dentro il mercato,  ascoltando la voce degli imprenditori, leggendone le storie, le discussioni, le aspettative e le delusioni. Andando a scovare problemi, difficoltà, idee o proposte su ciò che si cerca, ci si aspetta, si spera.

Una cosa che – ahimè – ho trovato (e, mio malgrado, anche testata con mano) è una radicata superficialità con cui si lavora, con cui ogni giorno si va avanti; ma, per fortuna, non tutti!  C’è pressappochismo, molto purtroppo, ed è dovuto soprattutto ad un male ancora più grave: la mancanza di ideali, di valori, di motivazione, di condivisione.

In questo tempo, quindi, ho fatto anche delle scelte; ma, a costo di sbagliare, ho voluto provare e fare ciò in cui credo.  J. Morrison disse:

 un vincitore è spesso un sognatore che non ha mai mollato.

Bene: in questo anno ho seminato molto, consapevole che non tutto porterà dei frutti; ma almeno potrò dire che ci ho provato.
Alla prossima e buon fine settimana.

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