Panorama delle Colline del Monferrato

Un giorno in Monferrato

Quando qualcuno mi chiede di dove sono, rispondo semplicemente: sono Italiana. Le mie origini, infatti, sono sparse un po’ per tutta la penisola: Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, Puglia e Piemonte. Ma, ad essere sincera, le regioni a cui sono più legata sono le ultime due.

Le mie origini “piemontesi” sono da ricercare in Monferrato, terra che ho recentemente riscoperto anche da un punto di vista turistico. Il territorio, quasi esclusivamente di natura collinare, è compreso principalmente all’interno delle province di Alessandria e Asti e si estende verso sud a partire dalla destra idrografica del Po sino a giungere ai piedi dell’Appennino ligure sul confine con la Provincia di Genova e la Provincia di Savona.

Ricordo da bambina, ero solita andare almeno una volta all’anno a trovare la “vecchia” governante di mio bisnonno, che abitava a Casale Monferrato; la cittadina rappresenta il cuore del Monferrato. Quello che ho ancor oggi mi è rimasto impresso, di Casale, era il gran traffico di persone che andavano su e giù in bicicletta; soprattutto le donne. Il Monferrato, infatti, vanta uno storico legame con questo mezzo di trasporto: ha visto i natali di famosissimi campioni come Fausto Coppi e Costante Girandengo che hanno ispirato l’idea del Museo I CAMPIONISSIMI, a Novi Ligure.

Camminando per le strade del centro storico di Casale, mi ricordo che ad un certo punto mi fermavo davanti ad una pasticceria: il profumo di biscotti appena sfornati invogliava chiunque ad entrare almeno per un assaggio. Non erano “semplici” biscotti, ma i famosi “KRUMIRI”. Nulla è cambiato: la pasticceria oggi come ieri sforna questi dolcetti e li confeziona nella inimitabile scatola di metallo rosso. Ma le sorprese non finiscono qui.

Forse, non tutti ancora sanno che Il Monferrato è il 50° sito italiano riconosciuto da UNESCO come Patrimonio dell’Umanità “per la sua eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino. I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato, costituiscono infatti un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale”.

Ma, il Monferrato, non è solo eno-gastronomia: racchiude infatti tantissimi altri tesori di valore storico, culturale ed artistico e riserva straordinarie emozioni anche ai suoi stessi abitanti.

(Questo articolo è stato pubblicato anche su ITALIAPERTUTTI).
Altri riferimenti: Casale MonferratoAlexalaKrumiri di CasaleMuseo Civico BistolfiHotel CandianiLocanda Dell’Arte.

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2 pensieri su “Un giorno in Monferrato

  1. bene. un’ambasciatrice perfetta di Casale e del Monferrato. Mi permetto di condividere questo passaggio pubblicitario per una zona bella e gradevole. Ricordando che il Monferrato ha due siti Unesco: il primo, ottenuto anni fa è il Sacro Monte di Crea, facente parte del sito Sacri Monti piemontesi.
    Carlo Baviera

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    1. Eh si… davvero difficile raccontare lo splendido Monferrato in poche righe! Ma questo è pur sempre un inizio.
      Spero che i miei occhi anche da “turista” possano arricchire di emozioni il racconto di luoghi visitati da bambina. Le mie radici monferrine sono da trovarsi a #Terruggia e, poi, Casale. Avrò modo nel tempo di raccontare i luoghi, le persone e le testimonianze culturali di questo territorio ancora tutto da scoprire. Così come meriteranno approfondimenti i luoghi come il Sacro Monte di Crea, non dimenticato, ma volutamente omesso per non rivelare tutto subito. Buon soggiorno a tutti in Monferrato!

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