Le persone passano, le cose restano…

È da poco passata la mezzanotte, è l’alba di un nuovo anno.

Le persone passano,
le cose restano…

Il titolo che ho scelto per questo articolo sembra quasi un andare contro agli insegnamenti che ho ricevuto fin da piccola (e non solo io), quando mi era detto di prestare maggior attenzione alle persone e non alle cose, di non essere materialista.

Eppure, se l’ho scritto in questo modo, un motivo c’è.

Alzi la mano chi non abbia avuto oggi un viavai di messaggi di auguri tra amici, parenti, conoscenti, e chi più ne ha più ne metta. Tra tutti questi, ho ricevuto anche una preghiera che, immagino, stia girando da parecchio tra i vari social a mo’ di “catena”. Non ho mai condiviso e dato seguito a questo modo di fare, a maggior ragione se si tratta di preghiere et similia; penso che in primis ci sia il nostro modo di fare e di vivere come modello del nostro credo, qualunque esso sia.

Ma questa volta è stato diverso: la preghiera che ho ricevuto mi ha fatto riflettere e ho deciso di condividerla, accompagnandola da una mia personale riflessione: questa è anche la spiegazione al titolo di cui accennavo all’inizio.

Negli ultimi dieci giorni, purtroppo, ho partecipato a due funerali e un’altra amica ha perso il suo papà. Ogni giorno ci sono persone che ci lasciano e tutti, oggi, ci lasciamo alle spalle un altro anno. Ma che senso hanno avuto i 365 giorni passati, tutto il nostro ambaradan quotidiano se poi, alla fine, non resta nulla di noi?

Alcuni amici si trovano a Firenze e mi hanno mandato bellissime foto del David di Michelangelo che, a distanza di secoli, ancora ci fa provare intense emozioni, ricordandoci il talento del famoso artista.

Ecco che, allora,  il titolo che ho scelto, inizia a prendere significato: dobbiamo costruire, fare qualcosa che resti nel tempo. Non è detto che sia qualcosa di tangibile, come un’opera d’arte. Ciascuno scopra il suo talento e faccia in modo di lasciare traccia del suo vivere, che sia possibilmente un buon ricordo, una buona cosa.

Concludo i miei auguri a tutti: nel 2017 non sprechiamo più tempo in cose che non restano, in cose che non esaltano il nostro talento, in cose che non danno niente alle altre persone, alla nostra umanità e alla nostra terra. Anche se infinitamente piccolo, lasciamo un segno positivo del nostro essere, passiamo il tempo a costruire e non a distruggere.

Sinceri auguri.

PS: per chi è interessato, può trovare qui la preghiera di Arley Tuberqui.



It’s just past midnight, it is the dawn of a new year.

People pass away,
things remain …

The title I chose for this article looks like a go against the teachings I received from a young (and not just me), when I was told to pay more attention to people and not to things, not to be materialistic.

Still, if I wrote it this way, there is a reason.

Hands up who now has not had a bustle of get-well wishes from friends, relatives, acquaintances, and so on and so forth. Of all these, I received a prayer, which I imagine is circling for some of the various social like a “chain”. I have never shared and acted upon this way of doing, more so if it comes to prayer and the like; I think that first and foremost there is the way we do and to live as a model of our belief, whatever it is.

But this time there is a different: the prayer I received made me think and I decided to share it, accompanying it from my personal reflection: this is also the explanation for the title I mentioned at the beginning.

In the last ten days, unfortunately, I have attended two funerals and another friend lost her dad. Every day there are people who leave us and everyone, today, we leave behind another year. But what sense have had 365 days passed, all of our Ambaradan if, in the end, nothing remains of us?

Some friends are in Florence and they sent me beautiful pictures of Michelangelo’s David that, after centuries, still makes us feel intense emotions, reminding us of the talent of the famous artist.

Here, then, the title I have chosen, start taking meaning: we have to build, do something that remains over time. It is said that it is something tangible, like a work of art. Each discovers his talent and make sure to leave traces of his life, which is possibly a good memory, a good thing.

I conclude my greetings to all: in 2017 we do not waste more time on things that are not, in things that do not enhance our talent, in things that do not give anything to other people, to our humanity and our earth. Although infinitely small, we leave a positive sign of our being, we spend the time to build and not destroy.

Sincere greetings.

PS: for those interested, can find here the prayer of Arley Tuberqui

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