Ma quanto è buono il “tricolore”!

Sì, avete letto bene: quanto è “buono”…!

E L’immagine che ho scelto mi sembra molto eloquente; l’ho scattata qualche settimana  fa presso iI Pacchero di Giaveno; l’ho anche postata recentemente su Instragram.   Guardando questo splendore di piatto ho fatto alcune riflessioni.

L’Italia, penso sia l’unico Paese che è riuscito a portare nel mondo i colori della sua bandiera anche attraverso la cucina e i suoi prodotti tipici; basti pensare alle olive, al basilico, alla mozzarella, al pomodoro che, sapientemente accostati, rendono spettacolari – oltre che squisite – tutte le portate.

Lo sapeva bene anche Raffaele Esposito che, secondo una diffusa credenza, nel giugno 1889, inventò con questi ingredienti la Pizza Margherita (oramai conosciuta in tutto il mondo) per onorare la Regina d’ItaliaMargherita di Savoia.

Se parliamo, poi, di Made in Italy, sono sempre più numerose le imprese che amano riprodurre il tricolore nel logo oltre che sul packaging, per evidenziare il loro legame con il territorio. Oltre a questo, ci sono molti altri modi per dimostrare e attuare questa sinergia, cosa che porta indubbiamente allo sviluppo economico e non solo culturale.

Una chiara e semplice dimostrazione ci arriva proprio da Il Pacchero. Ho scoperto quasi per caso questo locale che, oramai, è diventato un punto di riferimento nella zona, oltre ad essere oramai no dei miei locali preferiti. La valutazione che personalmente faccio ai locali che frequento, e di cui lascio debite recensioni su TripAdvisor e GoogleMap, non è mai casuale perché mi attengo ai criteri oggettivi ben specifici, quelli del metodo sostenibile LICET®.

Ovviamente, da cliente, non mi è consentito approfondire aspetti che potrei valutare se intervistassi la struttura; motivo per cui mi posso esclusivamente basare sui dati oggettivi che vedo quali risultati di professionalità e comunicazione applicati il locale.

Legame con il territorio. È uno dei primi aspetti che colpisce il cliente e che ha incuriosito e affascinato subito anche me; direi che è il loro punto di forza. A partire dalla composizione del menù, è subito chiaro che amano e promuovono la loro terra, il Cilento. Motivo per cui troviamo alcuni piatti locali come la pasta cresciuta, la pastiera e le zeppole. Anche le stesse portate vengono servite in piatti provenienti dalla tradizione artigiana.

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Zeppola “La Regina”
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I piatti artigianali di Vietri

Innovazione e miglioramento continuo. Il ristorante si avvale di software per le comande, la contabilità e fa buon uso di internet e social network per la prenotazione e la comunicazione. Non sembra, tuttavia, che diano particolarmente importanza alle recensioni pubblicate, così che quelle negative non sono prese come punto di miglioramento.

Competitività e correttezza. Anche la comunicazione è particolarmente curata, soprattutto trasparente, sincera. Il rapporto qualità/prezzo/quantità è ben bilanciato. Correttezza anche nel posizionamento sul territorio rispetto ai competitor, scegliendo una cucina che si differenzia e si rivolge ad una nicchia di mercato ben precisa; rilascio automatico dello scontrino fiscale completano il quadro della sostenibilità economica.

Ecosostenibilità. Molti sono gli ingredienti a Km0 provenienti dal Piemonte, come la mozzarella che è acquistata da una piccola realtà agricola situata ai piedi della Sacra di San Michele e che produce latticini nel pieno rispetto della tradizione campana, pur utilizzando latte di produzione locale. Lo stesso dicasi per altri prodotti, soprattutto di natura agroalimentare, rigorosamente freschi e di stagione, acquistati da agricoltori locali e presso i mercati rionali. Piccola nota, da migliorare le porzioni, che risultano spesso in sovrabbondanza, e non viene incentivato il “doggy-bag“, ossia portarsi a casa gli avanzi.

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Tutela delle persone. Il personale, nonostante alcune serate di punta e locale al completo, è sempre gentile, disponibile e garbato. Non sembra essere particolarmente stressato. Frequentando spesso il locale non si nota un turnover eccessivo, segno che il personale impiegato è professionalmente preparato e resta fedele al datore di lavoro.
Nel rispetto delle leggi vigenti, sono debitamente segnalati sul menù allergeni ed intolleranze, anche se non sembra esserci cucina dedicata ai celiaciLe toilette, come tutti gli spazi, sono accessibili a persone disabili; ben segnalati i punti di sicurezza e di evacuazione.

Concludendo, l’unicità con cui si posiziona questo locale è dovuta alla capacità di saper rappresentare bene il loro territorio e servire pesce di qualità anche in una zona pedemontana. Comunicazione trasparente ed esaustiva ne fanno un locale vincente.

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