2uepuntozero, Rivoli (TO): 2.0 di nome e (non) di fatto

Quando lascio una recensione mi piace andare a fondo, perchè chi dopo di me possa farsi un’idea piuttosto vicina alla realtà; quindi cerco nelle mie valutazioni di analizzare elementi oggettivi.

IL NOME

Inizio dalla scelta del nome: 2uepuntozero (2.0.); personalmente, anche se può sembrare di tendenza, non ne capisco il motivo dal momento che manca di servizio wifi, non c’è un software di gestione della comanda (in parole povere raccolgono con carta e penna le ordinazioni). Quindi il nome non è in linea con le attese del cliente.

IL LOCALE

Appena entrati, si presenta subito all’ingresso il forno; quindi, si vedono i pizzaioli, sistematicamente molto indaffarati, che fanno un veloce cenno con il capo per salutare; manca però un vero e proprio servizio di accoglienza.

Proseguendo per uno stretto corridoio, dopo i bagni, si accede finalmente alla sala. L’arredamento è alternativo, di tendenza con elementi di design senza grandi pretese.

Ora diventa una questione di gusti e di scelte personali: può piacere o non piacere.

Per chi, come me, ama l’arte risulta apprezzabile la davvero bella proiezione di fotografie artistiche accuratamente scelte. Purtroppo i monitor sono sistemati esclusivamente su una sola parete, motivo per cui chi siede di spalle è penalizzato.

La sala non è particolarmente grande, tuttavia hanno sfruttato lo spazio al massimo mettendo forse troppi tavoli ravvicinati tra loro. Questo, durante i giorni di pieno come il sabato sera, fa sì che il risultato sia un ambiente rumoroso, caldo, soffocante e senza un ricambio di aria, con poca privacy.

IL SERVIZIO

Il menù è disorganizzato, anche graficamente: volendo, forse, essere “originali” le portate sono indicate con dei numeri anziché per nome. Questo comporta che prima di capire cosa scegliere ci vuole tempo per leggere e, di conseguenza, si allungano i tempi di ordinazione (sarà forse voluto?…).

Di contro, c’è un buon rapporto personale/tavoli, il che si traduce in un’evasione delle ordinazioni abbastanza veloce.

Nonostante il locale fosse pieno, non abbiamo aspettato molto per le pizze.

Un paio di volte c’è stato un piccolo errore di consegna ma è stato gestito bene l’accaduto, provvedendo immediatamente con una sostituzione, senza esitare. Personale cortese e disponibile nella norma, poco sorridente ma garbato.

LE PORTATE

Non si fa alcun cenno all’origine dei prodotti e dei produttori, manca il “legame con il territorio”. In compenso c’è buona scelta di piatti con materie prime alternative (per esempio tofu e seitan) per assecondare non solo le tendenze vegetariane e vegan ma anche le esigenze particolari quali, ad esempio, quelle per celiaci.

L’attenzione alla salute del cliente è abbastanza curata; è carente tuttavia la comunicazione, perchè hanno messo in ultima pagina del menù un’importante nota informativa, quando invece sarebbe stato meglio metterla in evidenza subito all’inizio… (o anche questo è voluto…).

Buona la proposta delle birre, anche quelle artigianali.

Se da una parte c’è varietà e creatività tra i piatti lato ristorante, un po’ meno per le pizze che rientrano pressoché quasi tutte nella tradizione; poche quelle veramente “innovative” per accostamenti e scelta dei condimenti.

Discutibile la qualità, ovvero: se non ho informazioni precise circa l’origine dei prodotti utilizzati, come posso giudicare? E, poi, la qualità non è semplicemente questione di materia prime, ma anche di servizio. Nello specifico, infatti, la pizza che ho mangiato aveva la pasta ancora cruda; molto probabilmente era stata cotta direttamente con il condimento, motivo per cui l’impasto sottostante non ha potuto cuocere adeguatamente.

I piatti di servizio sono grandi sebbene la dimensione della pizza sia contenuta.

Discreta e monotona la scelta dei dolci: sono sempre proposti i soliti che si trovano in tutti i ristoranti, manca fantasia; unica nota positiva, alcuni di questi sono di loro produzione e non confezionati.

I PREZZI

Sebbene rientrino nella norma per un locale analogo, li ho trovati al limite del rapporto qualità/prezzo, dal momento che mancano molti criteri oggettivi per valutarne la vera qualità (nessun cenno alla tracciabilità dei prodotti, per esempio).

Sei un ristoratore? un produttore? vuoi essere unico, lungimirante e innovativo? Contattami e vediamo insieme come trasformare i punti di debolezza in punti di forza in un’ottica di sviluppo sostenibile tuo e del territorio.

CONCLUSIONI

LEGAME CON IL TERRITORIO, LA STORIA, LA TRADIZIONE

Mi sono sembrati prevalentemente disinteressati a questo valore; scarse attitudini a tutelare la storia e la cultura del territorio; indifferenza alla scelta dei prodotti, alla loro origine o, quanto meno, poca comunicazione con il cliente delle scelte fatte.

Possono anche essere impiegate materie prime di alta qualità (come si legge in una loro riposta su Tripadvisor) ma se queste, poi, non sono comunicate, gli sforzi fatti restano vani e soggetti a critiche in base ai gusti personali.

INNOVAZIONE, MIGLIORAMENTO CONTINUO

Anche in questo caso, l’innovazione sembra più per moda che per crescita imprenditoriale.  Buona invece la volontà di miglioramento e l’accettazione delle critiche purché mosse con “cognizione di causa”.  DiegoTom, uno dei proprietari 2UEPUNTOZERO, risponde puntualmente alle recensioni poco positive, dimostrando interesse a migliorarsi, anche se alcuni “vizi” sembrano non essere ancora stati superati.

COMPETITIVITÀ E CORRETTEZZA

Sicuramente le scelte fatte, anche se migliorabili, denotano una volontà marketing volta al posizionamento che, di fatto, risultano essere tra i locali più “in” a Rivoli.

Competitivi in modo corretto, così come corretta la gestione del post vendita su Tripadvisor; se solo migliorassero la comunicazione al cliente sul posto, eviterebbero quelle poche recensioni “negative”.
Il titolare ha sempre un “tono di voce” educato con le sue risposte.

ECOSOSTENIBILITÀ

Ahiahiahi, nota un po’ dolente: non ho visto evidenze oggettive che mi possano dare certezze nella gestione adeguata dei rifiuti, così come azioni antispreco o riduzione degli avanzi. Ho visto portare via piatti con mezza pizza, nessuna proposta o cartello ad invitare alla “doggy bag“.

Lo stesso dicasi per scelte come l’illuminazione (è a risparmio energetico?); in generale la percezione e di poca attenzione all’ambiente.

TUTELA DELLE PERSONE, SALUTE E SICUREZZA

Questo aspetto, anche se fosse solo “per moda”, è di certo il loro cavallo di battaglia! anche se limitatamente per quanto riguarda il lato commestibile.

Il locale non sembra particolarmente adatto a persone con disabilità e, come detto, ci sono alcuni aspetti che possono portare a stress sia dei clienti sia del personale.

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