Salento: suggerimenti per una Pasqua sensazionale!

Quello che colpisce è la soddisfazione di vivere una vita che piace, secondo i propri talenti e i propri ritmi

Recentemente sono tornata in Puglia e più in particolare in Salento. Come ho già scritto in un precedente articolo, il Salento é ancorato nel mio cuore ed ogni occasione è buona per andare a scoprire le innumerevoli meraviglie naturali e culturali dislocate tra i 130 comuni che lo compongono.

Sono convinta che d’inverno e in primavera si possa assaporare meglio una vacanza e, più in generale, il piacere di viaggiare; per molteplici motivi. Pasqua oramai è vicina e per chi non ha ancora prenotato, è tempo di iniziare a programmare qualche giorno di meritato riposo.  Grazie ai numerosi treni da tutta Italia (e non solo) che collegano quotidianamente Brindisi e ai voli low-cost che arrivano all’Aeroporto del Salento, oggi è sempre più facile e veloce raggiungere la penisola, facendone una meta sempre più ambita e richiesta anche all’estero, anche se si tratta di solo pochi giorni.

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Aeroporto del Salento. In attesa di prepararsi per l’imbarco, tappa salutare e golosa da Sandrino

Ti presento il Salento

Giusto per dare una collocazione geografica, è il “tacco del nostro stivale”; vanta una storia millenaria estremamente ricca di eventi e dominazioni ad iniziare dai Messapi, antica popolazione illirica, che si stanziarono sul territorio intorno all’VIII secolo a.C.
Durante le caratteristiche feste patronali e manifestazioni folcloristiche, di cui c’è un vero e proprio culto per quest’arte popolare (luminarie, processioni, bande, costumi, rievocazioni…) è possibile comprendere come tutte le vicissitudini storiche abbiano influenzato le tradizioni, tramandate sino a noi da generazioni.
Comprendendone la storia, resta evidente il motivo per cui la penisola salentina si contraddistingue nettamente dal resto della Regione sia dal punto di vista linguistico, sia culturale, enogastronomico e anche architettonico.

Architettura_Salentina

Preparati: l’esperienza unica parte da te!

Cosa metti in valigia che assolutamente non ti deve mancare? Io ci metto sempre i miei 5 sensi!

Oltre alla preparazione pratica del viaggio, penso sempre anche a quella “emotiva“; così allenando i miei sensi a cogliere sempre di più, è come se viaggiassi di più.
Il successo di un viaggio, e a sua volta di una destinazione, è prettamente di stampo psicologico perché strettamente connesso alle “esperienze” che riusciamo a fare e che ci portiamo a casa una volta rientrati a casa. Ma attenzione!
Perché l’esperienza sia davvero intensa, questa deve partire soprattutto da noi, dalla nostra capacità di ascoltare quello che i nostri organi di senso ci trasmettono.

Salento, una terra così ricca da scoprire in tutti i sensi

Considero il Salento una fonte inesauribile di esperienze sempre nuove, la “meta ideale” per appagare tutti i nostri sensi; il Salento è vivere e da vivere.
È ricco di diversità e caratteristiche distintive legate alle persone, alla storia, ai luoghi e alle loro tradizioni, in un susseguirsi di scorci indimenticabili.

Per facilitare l’organizzazione del viaggio, in qualità di Local Guide ho geolocalizzato i siti su GoogleMap; i link che ho inserito ti aiuteranno a trovare subito l’ubicazione, sia in fase di programmazione sia durante il soggiorno.

Curioso? bene, il viaggio sensoriale sta per iniziare!

Aguzza la vista!

Fin dal mio primo giorno in Salento, ovunque guardassi, i miei occhi erano attratti dai giochi di luci e di ombre delle opere architettoniche, come ad esempio la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Uggiano La Chiesa oppure altri capolavori artistici che ogni Comune, anche il più piccolo, ne ha almeno una rappresentazione.
Lo stesso dicasi per le geometrie e i colori della natura, che non aspettavano altro di essere fotografati, anche se il tempo non è stato dei migliori.

Ma per trovare cose belle bisogna anche guardare dove si mettono i piedi: io la chiamo “arte calpestata” e mi riferisco alle opere che costituiscono la pavimentazione, sia interna sia esterna. E, qui, è un’arte piuttosto diffusa ad iniziare dalle strade stesse, come la pavimentazione che delimita Piazza Umberto I a Uggiano la Chiesa.
Camminando, ho immortalato altri interessanti esempi come il mosaico personalizzato all’entrata del Bar Pasticceria Le dolci Fantasie o quello più antico a Surano posto all’ingresso del Laboratorio d’Arte di Antonio Papa.

E sempre in tema di “arte calpestata”, altra tappa sorprendente da fare è quella da MARTI PAVIMENTI a Spongano dove ho visto come si realizzano le cementine artigianali. Qui la conoscenza del colore è fondamentale: solo accostando sapientemente le graniglie e i pigmenti provenienti da tutta Italia riescono a produrre splendidi pavimenti e mosaici.

Tornando un attimo indietro, a proposito del Laboratorio d’Arte di Antonio Papa, vorrei aggiungere che si tratta di un altro incantevole luogo dove vale davvero la pena fare una tappa. L’attività di Antonio è condotta insieme al socio Giorgio Corvaglia, entrambi Maestri Artgiani nella realizzazione di Statue religiose (e non) in cartapesta. Per gli amanti dell’arte e del bello, entrare nel loro laboratorio è una vera goduria per gli occhi: dai coloratissimi bozzetti ad acquerello alle vivaci realizzazioni in scala 1:1, in ogni angolo della loro bottega trovate raffigurazioni sacre e profane. Vere e proprie opere d’arte, richieste da tutto il mondo, realizzate rispettando le antiche tecniche tramandate nel tempo di mano in mano.

Drizza le orecchie

Nonostante la mia sordità, è facile caratterizzare il Salento anche attraverso i suoni e rumori. C’è sempre un gran vociare delle persone, cosa che qui è più marcata che altrove, poiché tendono maggiormente ad alzare la voce; non so il perché, ma è gradevole perché non è gridare o urlare. Sono semplicemente più espansivi, euforici, come voler dimostrare anche dal modo di parlare l’amare la vita. A questo, poi, va aggiunta la tipica cadenza dialettale, giusto che nei paesi ancora si parla in dialetto e quasi ogni paese ha il suo. La gente, qui, è più solare e sembra avere maggior voglia di stare in compagnia, essere allegra come fosse sempre pronta a fare festa.
Così, bastano pochi amici, un tamburello, una chitarra per improvvisare una “tarantata”, occasione buona anche per danzare. E ancora musica, musica, tantissima musica di tutti i generi quella che ha rallegrato il Carnevale di Poggiardo, quasi da far concorrenza a quelli brasiliani.

Carnevale

Tatto… al tatto

Uno dei sensi più trascurati quando viaggiamo è il tatto; o, quanto meno, prestiamo poca attenzione a quello che tocchiamo, alle emozioni che ci trasmettono le diverse superfici. Non so voi, ma io quasi mi commuovo quando sono a diretto contatto con reperti storici o archeologici. Così è stato a Giurdignano, piccolo paese ma di grande interesse culturale, che insieme a Minervino e Uggiano la Chiesa, rappresenta il “Giardino Megaliticopiù grande d’Europa. Quelle dei Menhir 1 e 2 Vico Nuovo, Menhir San Paolo e Menhir Vicinanze 2 sono testimonianze che risalgono addirittura all’età del bronzo; così come il Dolmen Stabile o Quattromacine.

Di più recente datazione è la Cripta bizantina di San Salvatore, sempre a Giurdignano, che risale al VIII-X secolo d.C. Passando la mano sui muri ruvidi e umidi si apprezzano ancora al tatto i residui dell’intonaco a testimonianza degli affreschi che ricoprivano interamente le pareti. Altra suggestiva sensazione tattile è quella provata per scendere al Frantoio Ipoegeo Trappitello Del Duca, dove le mura dell’entrata sono ricoperte da muschio e muffe. Qui sotto, una serie di 10 pannelli descrive e illustra il tanto meticoloso quanto importante lavoro di recupero e conservazione che è stato effettuato per riportare valore a questo luogo particolarmente interessante dal punto di vista storico e culturale che testimonia la dura vita sottoterra per la lavorazione delle olive e produzione dell’olio.

Tutt’altra esperienza è il mettere le mani in pasta e provare a fare le tradizionali orecchiette; chiedete di partecipare a qualche laboratorio di “CUCINA CON LE MAMME PUGLIESI” per capire come sia proprio tutta questione di mano, di tatto: dal sentire quanta acqua aggiungere per raggiungere la plasticità giusta della pasta, al momento perfetto per “rovesciare” su se stessa l’orecchietta e conferirne l’inconfondibile forma.

Pasta

Affina l’olfatto

L’olfatto è uno dei sensi più primordiali e importanti per l’uomo, sebbene nel tempo l’abbiamo un po’ rimpiazzato con la vista e l’udito; eppure gli odori ci trasmettono molte informazioni, prevalentemente emotive, anche se spesso sono inconsapevoli. Impariamo, quindi, ad allenare la nostra memoria olfattiva, visto che ha una capacità unica di restituire le esperienze passate, stimolare i ricordi.

Per raggiungere la Chiesa Rupestre di Sant’Angelo, bisogna fare una bella passeggiata attraverso la Selva del Turchese, a pochi chilometri da Otranto. Anche se era ancora inverno, la giornata per fortuna era piuttosto bella, soleggiata e calda; una leggera brezza favoriva lo scambio e la miscela di profumi dell’erba e della terra bagnata con quelli provenienti dalla vegetazione che caratterizza il paesaggio fatto di “cannizzi“, ulivi ed erbe selvatiche. Eppure, lo stesso odore della terra e delle piante cambia di zona in zona. Come nel caso dei vigneti Anna Organic Farm, coltivati rigorosamente con agricoltura biologica e a basso impatto antropico; ed è proprio il rispetto dell’ambiente, dei cicli naturali delle piante e della biodiversità a conferire ai Vini Menhir Salento un bouquet del tutto inconfondibile.

E, poi, come resistere al profumo del pane appena uscito dal forno, come quello che proviene dal Panificio Biscottificio Corvaglia!
Delizia per l’olfatto ma anche per il gusto!  Nei paesi salentini (e non solo) è ancora usanza acquistare il pane direttamente al panificio e, talvolta, sono le donne che addirittura portano a cuocere al forno l’impasto del pane fatto in casa.

Risveglia le papille

Non solo odori, ma anche sapori indimenticabili: sono i piatti che ho scoperto all’Osteria Origano; un mix tra tradizione e innovazione, ricette sapientemente preparate con materie prime locali, a filiera corta, che vantano caratteristiche uniche sia nutrizionali sia organolettiche.
Per i più golosi, consiglio una dolce tappa al Bar Vittoria a Spongano, per assaporare
“Lo Spumone di Totò”, ricetta segretamente tramandata da 60 anni di padre in figlio.

Infine, un pensiero alle gustose e spensierate serate trascorse al B&B IL BORGO dove la Signora Rosanna ci ha coccolato, per tutta la durata del soggiorno, con cene della tradizione mediterranea, cucina esclusivamente casalinga. Un’occasione irripetibile per vivere le usanze locali, come lo scaldarsi accanto al caminetto dopo una giornata intensa e attendere la lenta cottura dei ceci in pignatta.

Ed ora tocca a voi… buon viaggio!

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5 pensieri su “Salento: suggerimenti per una Pasqua sensazionale!

    1. Grazie per i complimenti! Siamo fortunate a vivere in questo incanto di territorio che si chiama Italia; già la sua forma del tutto particolare sembra quasi essere una “missione” a diventare un luogo unico!

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  1. Sapevo già dalle foto che avevi pubblicato su Instagram e Facebook di quanto ti fosse piaciuto il Salento! Io purtroppo non ci sono mai stata, e spero di rimediare presto, ma credo che somigli un po’ alla mia terra, dove le tradizioni, il dialetto, il sole, il sorriso sono sempre i protagonisti. Sarei curiosa di leggere un tuo articolo sulla Sardegna e vederla attraverso i tuoi occhi! Un abbraccio.

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    1. Non ci crederai, ma lo sai che non sono mai stata in Sardegna? già… lo so, è imperdonabile perché ne ho sempre sentito parlare meravigliosamente e sono luoghi che mi piacerebbe assolutamente vedere, perché anch’essi – appunto – ricchi di storia e di tradizioni secolari.

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