Non solo montagne e sport: la sorpresa del vino Valdostano

La Valle d’Aosta, un esempio di valorizzazione e promozione del territorio non solo sportivo ma anche enogastronomico

Prosegue il mio viaggio alla ricerca delle cose uniche, dei luoghi particolari e che appagano tutti i sensi.

Si è appena conclusa l’edizione 2018 di Cantine Aperte; e quando si parla di vino, viene spontaneo pensare subito ai paesaggi vitivinicoli del Monferrato (inseriti dal 2014 nella Lista Patrimonio UNESCO) oppure ai filari a perdita d’occhio sulle incantevoli e pregiate colline della Toscana, conosciute prima di tutto per il Brunello di Montalcino. Eppure l’Italia è tutta zona vitivinicola: non c’è regione in cui non si produca vino e la percentuale di territorio dedicata alla coltivazione della vite potrebbe regalarvi qualche sorpresa.

Tra le regioni meno conosciute dal punto di vista vitivinicolo, c’è la piccola Valle d’Aosta. Conosco bene questa regione: da sempre ha offerto ai turisti, grazie alle sue imponenti montagne, la possibilità di fare sport durante tutto l’anno. Ma da qualche tempo ha svolto un ottimo lavoro di valorizzazione e promozione del territorio a tutto tondo: dai Castelli ai prodotti tipici, tutti di alta qualità; sicuramente è riuscita ad aprire tutte le porte ed intercettare nuove opportunità turistiche, tra queste quella enogastronomica e vitivinicola! Scopriamole insieme.

Aguzza la vista!

Una delle mie cantine preferite, dove acquisto sempre qualche bottiglia, è la Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle che vanta il vino più alto d’Europa. Una nuova sede tecnologicamente all’avanguardia e impegnata da ormai 10 anni nella sperimentazione e produzione di spumante ad alta quota. Un successo che conferma il cammino intrapreso per ridare vita a vigneti ormai abbandonati sulle pendici del Monte Bianco, nel desiderio di non lasciar morire una secolare tradizione dei luoghi e delle persone. Altre cantine degne di nota e che meritano visita e degustazione sono: La Crotta di Vegneron, che raccoglie le uve di due importanti zone di produzione e che danno il nome alle denominazioni di origine Chambave (che comprende anche i comuni di Châtillon, Saint Vincent, Saint Denis e Verrayes) e Nus (che comprende anche i comuni di Quart e Fénis). La Kiuva ad Arnad (località famosa per il Lardo DOP) conta numerosi vini e distillati che si possono anche acquistare online e un ottimo ristorante. Se volete, infine, un’idea assolutamente originale e alla portata di tutti (sia economicamente sia fisicamente!), provate uno dei cinque tour in bicicletta a pedalata assistita tra vigneti, castelli e cantine nei territori della conca di Aosta: lo spettacolo è garantito, con una visuale davvero unica e sorprendente.

DRIZZA LE ORECCHIE

Assolutamente da non perdere il gradevole frastuono dei campanacci che sbatacchiano durante la famosa “bataille de reines”, detta anche combat de reines o combat de vaches (che significano in francese rispettivamente battaglia delle regine, combattimento delle regine e combattimento delle mucche), o in patois valdostano “bataille di vatse”. È una manifestazione folcloristica che si svolge ogni anno in Valle d’Aosta così come in altre regioni alpine della Svizzera, della Francia e dell’Italia. La bataille si disputa tra due vacche di razza valdostana pezzata nera e castana che si combattono spingendosi con le corna per eleggere la «Regina delle corna» (in patois Reina di corne); vince la prima che allontana l’avversaria. In autunno dieci i Comuni che ospitano le eliminatorie: Etroubles (29/07), Valtournenche (05/08), Aosta (15/08), Pt. Saint Bernard (19/08), Brusson (26/08), Valgrisenche (09/09), Nus (15/09), Antey-Saint-André (23/09), Charvensod (30/09), Brissogne (07/10). La finale regionale sarà ospitata, come di consueto, presso l’Arena della Croix Noire ad Aosta il prossimo 21 ottobre.

TATTO… AL TATTO

La tradizione artigiana della Valle d’Aosta vi porta a contatto con i morbidi tessuti e pizzi, con la liscia pietra locale, soprattutto la pietra ollare usata per piatti, ciotole, scatole e stufe tradizionali; il vimini, il cuoio ed il freddo ferro battuto. Ma il vero re dell’artigianato è il legno, reso particolarmente gradevole al tatto dall’abilità dei sempre più numerosi artisti che sanno farne dei veri e propri capolavori! Tappa d’obbligo, quindi, presso uno dei tanti negozietti nel centro di Aosta, per acquistare almeno una grolla (calice da vino con coperchio) e la coppa dell’amicizia, i famosi due oggetti fatti al tornio e diventati simbolo della Valle d’Aosta.

 

AFFINA L’OLFATTO

Basterà qualche minuto appena scesi dall’auto per riconoscere subito l’inconfondibile odore del letame che caratterizza l’aria di queste valli. In Valle d’Aosta, infatti, la maggior parte delle coltivazioni è ancora spesso concimata con il letame, utilizzato da secoli come fertilizzante agricolo in virtù della ricchezza di azoto e di altri importanti elementi necessari al nutrimento e sviluppo sano dei vegetali. Oltre a questa funzione il letame è un ottimo arricchimento per il terreno, apportando sostanze organica e migliorandone le proprietà fisiche.

In periodo di vendemmia, questo odore è ancora più intenso in gran parte dovuto alla désarpa, la discesa dei pascoli dagli alpeggi. Dopo una lunga estate vissuta negli alpeggi di alta montagna, ai piedi delle cime più alte d’Europa, le mucche fanno finalmente ritorno alle loro stalle di fondo valle. Il giorno della désarpa coincide, per tradizione, con la festa di San Michele: così ogni 29 settembre, la transumanza dei bovini rappresenta un momento importante per la vita dell’allevatore, nonché un giorno di festa da condividere con tutta la popolazione. La festa si celebra in varie località della Valle d’Aosta, tra le quali Valtournenche, nella valle del Cervino, o Cogne, nella zona del Gran Paradiso, dove viene chiamata “Devétéya“.

RISVEGLIA LE PAPILLE

Contrariamente a quanto si pensi, vi consiglio un locale non propriamente “tradizionale” ma che è davvero unico e non ha paragoni con nessun altro! Qui vivrete davvero un’esperienza che va oltre le vostre aspettative, oltre la cucina stessa; sarà rivivere la storia e le avventure di una vita straordinaria! Vi sto parlando della Contessa Emilia Mimma Di Bongiovanni, la fantastica proprietaria del Café Restaurant “L’Amitié” che vi intratterrà con bellissimi aneddoti tratti della sua incredibile vita.

Il Ristorante l’Amitié è diretto solo da lei, così come la cucina di cui si occupa personalmente di tutto: dalla coltivazione nel suo orto delle materie prime, alla portata in tavola delle pietanze sapientemente preparate. Emilia Mimma Di Bongiovanni è una nobildonna che ha vissuto in cinque continenti lavorando in diplomazia. Da giovane, provetta sciatrice, ha partecipato a gare (Squaw Valley) negli Stati Uniti; ha scalato molte montagne tra le quali il Cervino, il Brathorn e alcune delle vette del Nepal. Senza contare che ha guidato da sola nel deserto durante le prime edizioni (1978 e 1979) dell’ormai famosa “Parigi-Dakar“. Tutto questo, lei lo racconta con grande naturalezza mentre siete a tavola, assaporando i suoi piatti. Il locale, ovviamente, come un mondo in miniatura quale migliore testimonianza del suo vissuto, soprattutto il legame fra i popoli nomadi dei deserti, i Berberi, gli Ainù, i Mozabiti, i Lapponi. Un ultimo consiglio: è meglio prenotare qualche giorno prima, così che lei possa organizzarsi e preparare quello che richiederete con prodotti di rigorosa freschezza e qualità.

La Valle d’Aosta, per regione piccina che sia, non è tutta qui… tante altre unicità, esperienze straordinarie, sono gelosamente custodite tra le valli, molte da scoprire altre tutte da provare!

[Questo articolo è già stato pubblicato in forma ridotta, come guest blogger, su “Ti chiamo quando torno”]

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