Salento, Poggiardo: un Borgo che “Vale” tutto l’amore per il territorio

Tra assaggi di tipicità, tradizioni folckoristiche ed escursioni culturali, quando il “legame con il territorio” diventa una prerogativa inconfondibile del proprio lavoro.

Prosegue lento, ma inesorabile, il mio viaggio alla ricerca delle unicità. Dice il proverbio:

Il mondo è bello perché è vario!

Ma è ancora così? Beh, certamente! Ma se non prendiamo coscienza di questo e non impariamo ad affinare i nostri sensi per apprezzare, difendere ed esaltare tutto ciò che ci differenzia, è probabile che non sarà così ancora per molto.

Fortunatamente sono molti i giovani che hanno capito che la standardizzazione non può portare futuro e che l’unicità e l’autenticità arrivano dal forte legame con il proprio territorio, dalle radici, dalla storia e dalle tradizioni. Questo, attenzione, non significa assolutamente restare ancorati al passato; tutt’altro!

L’ho visto in Salento, dove anche in questo mio secondo viaggio (organizzato con il contributo Puglia Promozione in collaborazione a WeAreinPUglia) ho conosciuto giovani imprenditori che, unendo innovazione e tradizione, hanno coraggiosamente creduto e investito sul loro territorio scegliendo di non andarsene; hanno deciso di creare valore grazie alle loro competenze, spesso ereditate dalla famiglia stessa.

Ed è proprio di giovani intraprendenti e di persone “che fanno” la differenza che vi voglio raccontare.

Non c’è territorio senza impresa e non c’è impresa senza territorio. È il territorio che ci rende unici

Ancora una volta il mio viaggio inizia a Poggiardo in provincia di Lecce, un antico borgo trecentesco situato nel tacco d’Italia, dove si può ammirare un ricco patrimonio storico e architettonico. Qui ho conosciuto Valeria Carluccio, una splendida ragazza dal carattere tipico mediterraneo, che dimostra come tutti i salentini di conoscere il profondo significato dell’accoglienza; già perché è proprio qui nel Salento che si scoprono le radici di questa cultura, quasi un’arte, dove s’incarna l’idea (ereditata dai greci) della “sacralità dell’ospite” come gesto dovuto.

Valeria è solare, proprio come la sua terra, e ha tutto ciò che le serve per lavorare per sé e per il suo territorio: entusiasmo, simpatia, professionalità e voglia di mettersi in gioco. Così ha dato forma al suo progetto: ha scelto di far rivivere un antico edificio dalla particolare struttura a corte, trasformandolo nel grazioso e romantico bed and breakfast “Il Borgo”, dove ho soggiornato meravigliosamente per tutta la durata dei miei due educational tour, sia quello di febbraio, sia l’attuale a giugno.

Il Borgo, questa volta, si manifesta in tutto il suo splendore: i muri sono stati intonacati a fresco, come richiede la tradizione, usando la bianca calce che risplende sotto un sole caldo già di prima mattina; qui l’estate è oramai arrivata, anche se le previsioni promettono qualche giorno di nuvole e pioggia. Ora che il tempo lo consente, la colazione ci viene servita in terrazza, da dove si può scorgere il panorama di Poggiardo, caratterizzato dai tradizionali “tetti piatti o tetti a terrazza” delle città pugliesi e salentine.

Non solo. Valeria conosce anche molto bene il suo territorio, l’ambiente che lo circonda e i numerosi giovani artigiani dei paesi vicini che con professionalità e competenza propone ai suoi ospiti di far visita con percorsi alternativi e suggestivi, in collaborazione alle guide turistiche locali.

Attraverso i cinque sensi vi porto ancora una volta alla scoperta di questa splendida identità territoriale fatta di terra, di donne e uomini che, grazie ai preziosi saperi tramandati di generazione in generazione, continuano con le loro imprese a garantire continuità, alta qualità e innovazione pur rispettando la tradizione.

In qualità di Local Guide, ho geolocalizzato i luoghi citati su GoogleMap; i link che ho inserito vi aiuteranno pertanto a trovare subito l’ubicazione sia in fase di lettura sia durante il vostro prossimo soggiorno, dal momento che non sempre le indicazioni stradali sono attendibili e complete.

GUARDATE… che colori!

IL MERCATO DI POGGIARDO.

Mercoledì, giorno di mercato, Valeria ci ha accompagnato per le strade del centro di Poggiardo dove in una esplosione di colori, forme e profumi gli ambulanti sfoggiano di tutto sulle loro bancarelle, attirando la curiosità non solo dei turisti, ma anche degli stessi abitanti. Non a caso si dice che “un paese è tanto vivo quanto lo sono i colori del suo mercato”. Ed è vero! Dalle caramelle alle sementi, dai vestiti alle ceramiche tutto il meglio della produzione e dell’artigianato locale si trova qui; un continuo viavai di donne, uomini e bambini che, come formiche e vociare concitato, si fermano a guardare ed assaggiare prima di procedere con gli acquisti.

Cosa lo rende unico: una caratteristica che ho maggiormente notato rispetto ad altri mercati, è il rapporto umano che si instaura tra venditore ed acquirente; i “mercanti” ti avvicinano per invitarti all’assaggio, dimostrando con orgoglio quello che propongono in vendita. Ecco, tutto gioca sulle relazioni umane, oramai quasi andate perse nei freddi negozi e mercati cittadini, dove spesso ci sono solo dei “rivenditori”.

ASCOLTATE… che musica

Basta un tamburello, un violino o una fisarmonica che qui, in Salento, è subito Pizzica-Pizzica!

Una danza popolare, dalla connotazione molto carismatica e che spesso viene confusa con la “tarantata”; pare tuttavia che le origini siano praticamente le stesse.

La prima, la Pizzica-Pizzica, è una vera e propria danza mentre la tarantata è un rituale; con questa semplice definizione Carmen, altra affascinante ragazza salentina, ci ha subito chiarito quali siano le differenze che contraddistinguono queste due espressioni folkloristiche popolari. E, poi, ce lo ha spiegato e mostrato molto bene mentre volteggiava leggiadra nella palestra dello STUDIO DANZA KALIMBA a Poggiardo. Sulla Pizzica-Pizzica e sulla tradizione della tarantata, ci sarebbe da scrivere veramente molto, sebbene il “tarantismo” vero e proprio per effetto dei cambiamenti culturali della società sia andato via via estinguendosi; mentre il ballo è rimasto ben vivo nella quotidianità delle feste salentine, diventato oramai anche attrazione per centinaia di migliaia di appassionati e curiosi provenienti da tutto il mondo ad assistere a quella ben conosciuta come Notte della Taranta.

la Tarantata
Alcuni fotogrammi della TARANTATA, la caratteristica “danza terapeutica”

Cosa c’è di unico: ho trovato molto affascinante, e degno di nota, come sia stata progettata ed organizzata questa Associazione di Danza che si prodiga nel portare il beneficio del movimento congiunto alla tradizione delle danze; ed è così che tra le loro proposte, oltre ai più ben noti liscio, tango e balli latino americani, si trova qui anche un corso per imparare la Danza Popolare Pugliese Pizzica, riconosciuta – tra l’altro – come ottimo allenamento per mantenere agile e tonificato il corpo e, allo stesso tempo, anche garantire continuità alle tradizioni popolari. Non sarebbe male se, alla stessa stregua, anche altre palestre sparse in tutta Italia si prodigassero nel mantenere vive tutte le nostre danze popolari, dando così una bella manciata di emozioni al turismo, fatto anche da un variopinto folklore.

TOCCATE…. la storia.

Siamo sempre abituati, quando si parla si storia, a pensare subito ai noiosi libri che ci hanno accompagnato durante i tempi della scuola e che non sempre abbiamo particolarmente amato. Niente di più sbagliato! Quando scenderete in Puglia (verrete, vero a visitarla?!) vi consiglio vivamente una tappa d’obbligo con la Storia; una storia, però, a portata di mano perché è da qui che partono le nostre origini, risalenti addirittura a milioni di anni fa; lo testimoniano i resti archeologici e fossili. È proprio di questi giorni la notizia che a Nardò (altro Comune del Salento) è stato rinvenuto un rettile acquatico vissuto circa 70 milioni di anni fa, a cui è stato attribuito il nome scientifico “Primitivus manduriensis” in omaggio al vino pugliese Primitivo.

Di storia, di battaglie, di religioni e, soprattutto, di accoglienza ci ha raccontato molto e bene Sara Cerullo, la nostra bravissima e preparatissima guida turistica, che grazie alla sua passione è riuscita a trasmetterci emozioni uniche davanti alle Mura di Otranto e davanti al grandioso mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto! Con lei, sicuramente imparerete ad amare le storia! È stata lei che ci ha accompagnato anche a Lecce, altra sontuosa città famosa per il suo caratteristico barocco. Un mosaico che racchiude l’essenza di questo popolo che ha dato origine al Salento.

SENTITE… che profumo di pane!

Non c’è niente di meglio per stuzzicare l’acquolina che sentire il profumo del pane fresco, proprio quello appena sfornato; se poi questo proviene da un antico forno a legna il successo è garantito. Mi sono trovata proprio in questa precisa situazione nel momento in cui ci siamo avvicinati al PANIFICIO SALVATORE PROTOPAPA; qui a Giurdignano, oggi come nel ‘700, al mattino si sente sempre questo buon profumo che inonda le strade del paese, che mette allegria e non solo fame. È decisamente invitante! Accanto al panificio è situato un mulino da dove arrivano le migliori farine, ricavate dal grano che viene coltivato nell’azienda agricola di famiglia e dagli agricoltori del territorio circostante. L’azienda si presenta come un negozio-bottega ricchissimo di ogni ben-di-dio; infatti sono ben oltre settanta i prodotti diversi esposti in vendita, tutti caserecci, buoni come vuole la tradizione salentina: frise, friselle, mustaccioli (li “mustazzoli”, antichissimi biscotti di origine araba), pane Giurdignanese, pane tipo puccia giusto per citarne alcuni tra i più conosciuti. Attiguo al negozio, sulla sinistra, si trova invece il laboratorio artigianale, con il “vecchio” forno. I ragazzi che ci hanno accolto fanno tutti parte della SOCIETA’ COOPERATIVA PANIFICIO PROTOPAPA, hanno aderito al progetto di identità territoriale e marchio d’area Salento da Amare e hanno un sito e-commerce che provvede a gestire le richieste online.

GUSTATE… la tradizione.

E, dopo tanti profumi, non potevo non parlare anche dei gusti! La cucina salentina è nota, come del resto tutte le cucine mediterranee, per la ricchezza e varietà di ortaggi che arricchiscono i piatti e le tavole. La terra, qui, è molto generosa e il caldo del sole contribuisce a rendere gli alimenti più gustosi, con caratteristiche organolettiche ben marcate. Ad iniziare dai pomodori che nulla hanno che vedere con quelli insipidi che si trovano nei supermercati, coltivati in anonime serre. Qui terra, acqua, aria e sole sono i fattori principali per cui tutto ha più gusto, non è una semplice impressione; è questione di chimica!

VIZZINO, PRODOTTI PER BENE.

Tra i numerosi produttori, uno davvero degno di nota si trova a Minervino: è l’azienda VIZZINO. Il loro opuscolo li presenta così: “Da sempre nell’azienda della famiglia Vizzino le coltivazioni, rigorosamente in campo aperto, rispettano il naturale ciclo delle stagioni affinché ogni prodotto mantenga inalterate le sue qualità organolettiche e conservi l’originaria sapidità. L’accurata attività di selezione si esprime fin dalla scelta delle piante da interrare, nella raccolta e nella trasformazione dei migliori prodotti ortofrutticoli”.

Ed è proprio qui che, appunto, sta la differenza: non si può forzare la natura. Ma sta a noi porre l’attenzione su ciò che acquistiamo, a come è prodotto e il come lo gustiamo.

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4 pensieri su “Salento, Poggiardo: un Borgo che “Vale” tutto l’amore per il territorio

  1. Complimenti, Consolata, per il bellissimo articolo, come tutti i tuoi articoli; è risultato esaustivo e pieno di vera vita. La vera realtà che dovremmo avere con noi e trasmettere agli altri, proprio come fai tu in questi tuoi meravigliosi viaggi. Grazie di portarci con te in queste meravigliose località.

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    1. Grazie di cuore Gabriella per il tuo graditissimo commento. Mi fa davvero molto piacere sapere di trasmettere e regalare queste emozioni; è questo infatti lo spirito con cui scrivo immaginando di portare il lettore con me.

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