Pienza_artigianato

Unicamente… la ricerca dell’unicità.

Ogni volta che faccio un viaggio, anche breve, mi pongo sempre la stessa domanda: cosa vedrò di interessante e unico che non posso trovare altrove? Cosa mi offrirà quel territorio che altri non hanno? Già, perché è da una decina di anni a questa parte (se non di più) che tutte le principali vie centrali delle grandi metropoli ripropongono, ahimè, sempre le solite vetrine, gli stessi brand, gli stessi franchising, le stesse cose! Senza parlare dei centri commerciali e dei supermercati che hanno invaso i nostri quartieri, le nostre periferie, i nostri paesi…

supermercato
Si è perso il valore del lavoro e del prodotto. Offerte ingannevoli.

Non se ne può più!

Di contro, ed era ora, si sta registrando un crescente numero di persone che stanno prendendo coscienza di salvaguardare la propria identità, ciò che le caratterizza; non si accontentano, sono stanche di essere omologate, omogeneizzate, di dover acquistare cose uguali a migliaia di altre persone. Non solo: sono particolarmente attente a ciò che acquistano o usufruiscono, anche in rispetto al territorio e all’ambiente.

Cresce, quindi, la voglia di avere o provare qualcosa di unico. Nasce così nuovo concetto di lusso, che prende le distanze da tutto ciò che è replicato; un desiderio di allontanarsi da qualsiasi cosa che sia uguale a qualcun altro; una ricerca volta all’unicità, intesa soprattutto come autenticità.

Come te non c’è nessuno…” cantava Rita Pavone nel lontano 1963; all’inizio del 2017, la Ferrero lanciava una speciale campagna di comunicazione, per valorizzare la nostra unicità: ha immesso sul mercato la bellezza di 7 milioni (ripeto, 7 milioni) di pezzi unici di Nutella, barattoli con una grafica diversa per ciascuno! Questo ambizioso progetto è stato possibile con l’utilizzo di tecnologia innovativa. La Ferrero, con Nutella®, crede e comunica che l’unicità è un valore inestimabile, perché arricchisce il mondo.

Sin da bambina, ho sempre cercato di distinguermi dagli altri. Mia madre mi raccontava che quando nacque mia sorella avevo poco meno di quattro anni; ero felice e andavo in giro a dire a tutti che era nata una sorellina, più bella di me… ma io ero più simpatica! Ecco, il desiderio innato di trovare delle differenze per esaltare la propria personalità. Sono infiniti i dettagli che ci rendono diversi gli uni dagli altri. Essere diversi significa essere speciali, in una parola: unici. Ma è anche una responsabilità.

E per un luogo, cos’è che lo rende unico nel suo genere?

Nelle campagne contadini ed agricoltori sfruttano abilmente ciò che il territorio offre, l’abbondanza di pietre e sassi diventa, nelle abili mani di anonimi costruttori l’elemento base per edificare le nuove abitazioni, immerse nel verde degli uliveti[tratto da www.torrevado.info]

Le variabili sono altrettanto infinite: dall’ambiente naturale e conformazione geologica, alla cura e mano sapiente dell’uomo che, nel rispetto del territorio, ha saputo plasmare in armonia ciò che madre natura gli offriva. E così, il paesaggio tutto diventa segno distintivo e ricchezza anche per le stesse imprese. Territorio e imprese, quindi, come parte integrante di uno stesso ecosistema.

La foto che ho scelto, non a caso, per la cover rappresenta un bell’esempio di artigianato: l’ho scattata a Montalcino in Val d’Orcia, uno dei 51 siti UNESCO in Italia.

Si evince subito come l’artista sia stato ispirato dall’inconfondibile morfologia delle colline, caratterizzate dai famosi cipressi e dai tetti rossi delle fattorie, luoghi spesso decantanti e rappresentati da uomini illustri del passato.

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L’inconfondibile morfologia delle colline senesi

L’Italia è il paese che ha il maggior numero di beni materiali e immateriali riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ebbene sì: per chi ancora non lo sapesse, il nostro Paese vanta un numero incredibile di beni insigniti del prestigioso riconoscimento Unesco, uno straordinario Patrimonio culturale, paesaggistico costituito da beni materiali e immateriali. Secondo l’ultimo aggiornamento effettuato nella riunione del 41° Comitato per il patrimonio dell’umanità a Cracovia tra il 2 e il 12 luglio 2017, la lista è composta da un totale di 1073 siti (di cui 832 beni culturali, 206 naturali e 35 misti) presenti in 167 stati del mondo. L’Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (53 siti), seguita dalla Cina (52 siti), dalla Spagna (46 siti), dalla Francia (43 siti) e dalla Germania (42 siti).

Classifiche spettacolari a parte, di cui ovviamente dobbiamo esserne orgogliosi, se oggi viviamo di rendita è perché i vari popoli che nel tempo hanno abitato tutta la nostra penisola hanno saputo riconoscere le unicità e le caratteristiche della propria terra e ne hanno saputo trarre vantaggi economici, artistici e culturali elaborando creativamente quello che madre natura offriva.

È questo il concetto moderno del “genius loci”, che sembra oramai andato perso; è quell’insieme degli aspetti architettonici, socio-culturali, artistici, di linguaggio e di abitudini che caratterizzano un determinato luogo, un ambiente o una città e che lo rendono immediatamente unico e riconoscibile agli occhi del visitatore.

Oggi siamo chiamati a proteggere e a conservare questo patrimonio, materiale e immateriale, oltre che a continuare a progettare unicità grazie alla nostra prerogativa chiamata “creatività” o, meglio “genio italiano”. Perché, checché se ne dica, quando ci mettiamo di impegno, salta fuori l’ in-genio che è in noi. Non ci sono ostacoli e difficoltà che possano fermarci perché, a differenza di altri popoli, la passione per il bello e le cose ben fatte sono ancora nel nostro dna. È solo questione di consapevolezza, responsabilità e volontà.

Nel prossimo futuro dovremo nuovamente imparare a far fruttare al meglio le potenzialità dei nostri territori; ma per questo serve abbandonare quanto prima la strada della standardizzazione quando non serve. Cosa dobbiamo fare, quindi?

  • Coltivare un forte legame con il territorio; ricordare e preservare le nostre origini, la storia e le tradizioni; uscire dal proprio orticello per fare rete con altre realtà locali; studiare a fondo le peculiarità del territorio, anche da un punto di vista geologico/morfologico come fecero in passato
  • Fare innovazione, accettando il cambiamento che è sempre in atto; restare sempre formati e informati su novità e tecnologia; puntare al miglioramento continuo, misurando i progressi, dandosi degli obiettivi; valorizzare i talenti ed il capitale umano
  • Considerare la sostenibilità economica, senza sprecare risorse materiali e immateriali, dove il reddito e il profitto sono una conseguenza di una sana collaborazione tra attori economici
  • Rispettare l’ambiente, perché se ne abbiamo cura sa essere molto generoso
  • Individuare i reali bisogni delle persone, per farle stare bene in ogni occasione, siano esse al lavoro, a casa, in viaggio, nel tempo libero.
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